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thc formula

Proprio in questi giorni l’EIHA ( European Industrial Hemp Association ) ha emanato un comunicato stampa che ha come scopo quello di fare chiarezza rispetto alla presenza di THC nei diversi alimenti derivati dalla canapa, il loro consumo e la relativa regolamentazione Europea.

Di seguito potremo leggerne la traduzione prontamente proposta da Toscanapa.com

 

Gli alimenti a base di canapa stanno diventando sempre più popolari, con un tasso di crescita a due cifre. Ma l’immagine di questo Superfood è adombrata dalla sua componente potenzialmente psicotropa, il THC.

Solamente tre Paesi in Europa hanno applicato dei limiti di legge per il THC, ed il fatto che non ci siano regole valide per l’intera Unione Europea, crea una situazione ambigua per i produttori ed i consumatori di alimenti a base canapa.

E’ uscito un nuovo studio che si propone di sviluppare valori significativi per il contest europeo, che abbiano uno spessore scientifico, proteggendo i consumatori senza necessariamente compromettere il mercato di questi prodotti.

L’incremento impetuoso degli alimenti a base canapa è dovuto alla maggiore attenzione dei consumatori che richiedono i cosiddetti “supercibi” che possiedono un ottimo equilibrio, ad alto valore nutrizionale. I semi di canapa sono particolarmente apprezzati per l’alto contenuto di Omega 3-6, in perfetto equilibrio per il nostro benessere, che si accompagnano con proteine molto digeribili, contenenti tutti gli amminoacidi essenziali in un equilibrio tale da soddisfare le esigenze dietetiche proteiche.

Attualmente la canapa è considerata una coltura di nicchia, coltivata in Europa su più di 20.000 ha. Nel 2014 si sono usate circa 20.000 tonnellate di semi di canapa nell’unione europea, per farne alimenti e mangimi, con un incremento del 20% rispetto alla produzione del 2008. Uno sviluppo ulteriore rischia di essere frenato dalla presenza di THC, ancora considerato una droga, a prescindere dal quantitativo.

L’European Industrial Hemp Association (EIHA), avendo individuato una carenza di norme valide in ambito europeo, ha incaricato il Nova Institute di fare delle valutazioni e proporre alla Commissione Europea di utilizzare valori che abbiano una base scientifica, proteggano i consumatori e sostengano la crescita del mercato di prodotti alimentari contenenti canapa.

Attualmente, secondo le normative europee, le parti di pianta utilizzate come alimento, devono derivare da colture di varietà consentite, che non contengano più del 0,2% di THC, analizzando la sostanza secca della parte apicale ( il terzo superiore dello stelo); per fare un paragone significativo occorre sapere che le piante selezionate per usi ricreativi, hanno un contenuto di THC compreso tra il 10% ed il 20%.

Comunque non ci sono regolamenti UE chiari sul contenuto di THC ammesso negli alimenti; solo tre Paesi, Germania, Belgio e Svizzera, hanno delle norme di riferimento o limiti, che differiscono nei propositi e negli scopi legislativi, lasciando infine produttori e consumatori in uno stato di totale disinformazione, esposti potenzialmente a sanzioni e costi imprevisti.

Il saggio intitolato ‘Scientifically Sound Guidelines for THC in Food in Europe’ pubblicato nel Luglio 2015 descrive lo stato dell’arte delle normative relative al THC, ed indica quindi dei nuovi valori scientifici sull’assunzione totale giornaliera di THC.

Dato che la Germania ha sviluppato fin dal 2000 una produzione di canapa consistente ed ha pubblicato fin da allora delle linee guida e studi scientifici, i regolamenti tedeschi sono generalmente adottati anche in altri stati europei. Lo studio adotta quindi questa metodologia per delineare uno schema valido in tutta l’Europa.

Si arriva quindi a definire un “Acceptable Daily Intake” livello accettabile di assunzione del principio attivo, partendo dalla valutazione del consumo di numerosi alimenti in relazione agli effetti che il THC produce negli esseri umani. Questo livello tutela la salute dei consumatori e tiene a freno regole inutilmente restrittive per la produzione degli stessi alimenti.

Le proposte contenute nel saggio danno risposte chiare alle aspettative dei consumatori e definiscono altrettanto chiaramente le responsabilità dei commercianti a livello Europeo. I valori che vengono proposti possono far si che ci sia canapa disponibile per usi alimentari e che i consumatori siano protetti da possibili effetti indesiderati.

La disponibilità di “superalimenti” prodotti sul territorio dell’ Unione Europea potrebbe avere come risultato potenziale l’espansione della produzione, generando direttamente ed indirettamente nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro. Questi valori per i prodotti finali, derivati da solidi dati scientifici, sono meno restrittivi di quelli attualmente adottati in Germania, con un livello di incertezza più basso.

Nella Tabella 1, prima colonna, si leggono i dati finali (in mg/kg) elaborati dal Nova Institute, per determinare il THC ammesso negli alimenti nella fase di lavorazione intermedia e definitive, divisi per categorie; nelle altre colonne si leggono i dati attualmente in vigore negli stati menzionati.

Press release

I prodotti finali sono stati raggruppati secondo le loro caratteristiche e consumo medio giornaliero. Come si può vedere i valori proposti differiscono anche sensibilmente da alcuni in vigore altrove; nonostante siano desunti dai più recenti risultati delle indagini scientifiche, essi rappresentano una prima proposta di regolamentazione europea e sono aperti a modifiche quando, in futuro, dovessero emergere nuovi dati.

Il comunicato stampa ufficiale è disponibile sul sito web www.eiha.org oppure al seguente link

il rapporto completo di Nova Institute di Luglio 2015 è disponibile sul sito web www.eiha.org oppure al seguente link

Contatto:
Luis Sarmento, +49 (0) 2233 4814 61, luis.sarmento@nova-institut.de
Responsible under press legislation (V.i.S.d.P.):
Dipl.-Phys. Michael Carus (Managing Director)
European Industrial Hemp Association (EIHA)
Executive office: nova-Institut GmbH, Chemiepark Knapsack, Industriestrasse 300, DE-50354 Huerth (Germany)
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