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Negli ultimi anni, anche nel nostro Paese, si sta sempre più affermando un nuovo approccio verso Madre Terra.

Un approccio sempre più consapevole, rispettoso e grato verso i potenti equilibri che, se siamo attenti e in grado di capire, la Natura può insegnarci a sfruttare. 

Proveremo ora a spiegarvi sinteticamente quali sono i punti chiave per capire di cosa stiamo parlando

Emilia Hazelip, affascinata dalle idee di Masanobu Fukuoka, microbiologo giapponese precursore dell’ agricoltura della non azione, da vita all’ agricoltura sinergica.

I PRINCIPI DEL SUO MANDATO SONO:

Non lavorare la terra.
Non aggiungere concimi.
Non compattare il terreno.
Non usare pesticidi.

L’agricoltura sinergica si basa sul concetto fondamentale, che l’interazione dell’uomo con la natura debba partire dall’ osservazione dello stato selvaggio ed imitarne i comportamenti.

La sfida più grossa fu applicare i principi di Fukuoka in un territorio con clima mediterraneo completamente diverso da quello giapponese.

I risultati cominciarono a migliorare con l’inserimento dei dettami della permacoltura di Bill Mollison, anche se per cominciare fu necessaria un’unica e definitiva lavorazione del suolo.

Una volta formato l’orto, l’orticoltore svolgerà dei compiti che semplicemente daranno modo alla terra di comportarsi in maniera autonoma e funzionale alla preservazione del suolo, intervenendo soltanto con azioni che ne imitino il modo di agire.

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Coltivare Sinergicamente significa, tutelare la salute degli ecosistemi conoscendo profondamente le sinergie fra gli elementi , al solo fine di aumentare il valore del risultato finale, senza stravolgere i principi naturali su cui si basano ed interagiscono singoli sistemi in azione.

La consociazione è ad esempio, un metodo secondo il quale l’uomo ha osservato che alcune piante che crescono vicine usufruiscono di reciproco aiuto. Ricreando la stessa situazione in un orto sinergico si otterrà lo stesso risultato.

Nasce tutto dall’ osservazione e dalla conoscenza che ne deriva, per questo dal progetto iniziale del proprio orto sinergico, l’orticoltore può variare forma, dimensione del bancale, addirittura non utilizzare per niente i bancali, quando avrà imparato le variabili dettate dalla natura, microclima, condizionamenti dei sistemi adiacenti etc.

PERCHE’ SCEGLIERE L’AGRICOLTURA SINERGICA:

Praticità

Economia

Etica

Cultura

Rispetto ad un orto tradizionale la terra, una volta preparata per la formazione dei bancali, non dovrà più essere lavorata o condizionata, seguendo le istruzioni e la dovuta cura del bancale ( pacciamatura stagionale irrigazione etc…), l’orto farà da se’ .

Di conseguenza si darà vita ad una pratica di risparmio economico notevole, rinunciando all’acquisto di prodotti chimici,concimi e riducendo le ore di lavoro. 

L’orticoltore deve rispettare le sinergie degli elementi, i sistemi vivi , per preservare e proteggere la salute di tutti gli organismi viventi. La sua responsabilità nel trarre frutti dalla terra deve passare da un’etica dimenticata, dall’importanza del mantenimento delle condizioni di salute del suolo, per garantirne il sicuro utilizzo a noi e alle generazioni future.

Non meno importante è l’osservazione dei ritmi di produzione e del comportamento dell’orto sinergico durante il variare delle stagioni e delle condizioni atmosferiche.

Tutto ciò darà informazioni agli uomini , alle donne e ai bambini che si riuniranno al cospetto della natura che si esprime, che non solo fornirà buon cibo ma anche conoscenza di ciò che è andato perduto.

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QUANDO CONVIENE SCEGLIERE L’ORTO SINERGICO?

Conviene scegliere l’agricoltura sinergica quando si nutre già un empatia verso la terra come organismo vivente.Questo, penso sia lo stimolo più forte che ci possa spingere verso questo tipo di tecnica.

E’ anche vero che ricreare un sistema simile nel nostro terreno coltivato, richiede una base di conoscenza fondamentale senza la quale non saremmo in grado di mantenere quel determinato benessere del sotto suolo.

Per cui consiglio caldamente a tutti gli interessati di destinare un piccolo pezzo di terra per la formazione di un bancale seminabile con qualsiasi tipo di piante si desideri, ortive e non, avendo così modo di apprendere con calma e passo per passo, la straordinaria complessità delle inter-relazioni tra le specie di microrganismi presenti nel suolo selvaggio, apprezzandone la stupefacente generosità e godendo dei suoi frutti. 

La competenza che deriva dall’osservazione del comportamento del bancale è ciò che facilita la scelta fra tradizionale e sinergico, in quanto la finalità di un orticoltore sinergico è sì, la produzione, ma soprattutto la risposta ad una domanda congruente all’offerta che la terra coltivata ti può dare.

QUINDI, SI PUO’ CONVERTIRE TUTTA L’AGRICOLTURA DI UN PAESE AL SINERGICO?

In caso di un orto sinergico casalingo o gestito da un gruppo di persone che lo scelgono e quindi consumano il prodotto che ne deriva, la domanda non si pone, perché direttamente beneficiari delle loro scelte. 

La scelta del sinergico può sostituire il tradizionale, sia dal punto di vita pratico, esempio alle monocolture, sia dal punto di vista culturale, ma se il consumatore non fa la sua scelta, il passaggio sarà impossibile. 

Se l’orticoltore sinergico, che deve vendere i suoi prodotti, non si relaziona ad una società che condivide il giusto principio su cui si basa l’agricoltura sinergica, che rinuncia ai prodotti fuori stagione, che comprende il motivo per cui non è possibile soddisfare questo falso bisogno, non potrà mai entrare in un sistema commerciale.

La grossa sfida è educare, riportare la società ad una consapevolezza della scelta.

SE VOGLIO INIZIARE, COSA DEVO FARE?

LAVORARE E PREPARARE IL TERRENO

La preparazione del terreno è l’unica e definitiva lavorazione “consentita”,

Effettuata preferibilmente a mano oppure con trattore dotato di un puntatore con capacità di scasso di almeno 30cm, al fine di alleggerire il terreno per la formazione dei bancali.

PROGETTARE IL BANCALE

tenendo conto del luogo in cui ci si trova.

Valutare esposizione, microclima, eventuale pendenza dell’appezzamento di terra scelto, fare attenzione all’ambiente circostante ( siepi utili barriere contro il vento, alberi naturali richiami per uccelli) e qualsiasi altro sistema adiacente.

REALIZZARE IL BANCALE

rispettando le misure date dalla cultura di questa tradizione. 

Come farlo al meglio lo potrete capire consultando e approfondendo il nostro articolo completamente dedicato.

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…UNA CURIOSITA’. SI PUO’ COLTIVARE LA CANAPA CON IL METODO SINERGICO?

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La pianta della canapa è costituita da un apparato radicale massiccio e fittonante, con elevato sviluppo verticale ed una folta produzione vegetativa. Per queste caratteristiche non si presta ad una coltura di tanti esemplari su bancale perché occuperebbe troppo spazio competendo con le consociazioni.

Coltivando in parcella invece, la sua conformazione è funzionale alla sinergia; L’apparato radicante che si approfondisce molto, smuove la terra favorendo anche le colture successive, la arieggia , permettendo ai microorganismi di espletare le proprie funzioni utilizzando l’ossigeno;
lo sviluppo verticale con la folta produzione vegetativa, offrono una copertura alla terra ed alle altre piante consociate sottostanti (es. la vicinanza della canapa con la patata, inibisce la presenza della peronospora) riparandole dal sole e dagli altri agenti atmosferici che potrebbero danneggiarle.

Se tutti i gruppi sociali potessero crearsi il proprio orto sinergico per autoproduzione, riusciremmo con il fare a produrre ortaggi e cultura.
Ciò di cui la società oggi ha più bisogno.

Emilia Hazelip
Masanobu Fukuoka
Bill Mollison

redazione e articolo a cura di Parisi Rocco – Giovane promotore e attuatore della cultura Sinergica in Italia