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L’emilia Romagna era considerata tra le più rinomate e produttive regioni in Italia, quando già 70 anni fa si conoscevano bene quali fossero i potenziali delle nostre terre nella coltivazione della canapa.

La particolare fertilità dei terreni unita alle condizioni pedo-climatiche di zona portavano ad avere risultati decisamente rilevanti sulle coltivazioni.

Ci troviamo oggi quindi a riprendere questa pratica dovendo però fare attenzione a diversi piccoli vincoli imposti sia dalle istituzioni quanto dallo sviluppo ed il mutamento industriale e climatico, avendo di fatto un immenso potenziale tra le mani senza tuttavia sapere come sfruttarlo al meglio.

Vediamo ora assieme quali sono le cose utili da tenere a mente per affrontare al meglio la fase che precede la scelta del terreno ove posizionare la nostra futura coltivazione.  Essendo un argomento molto dettagliato e ricco di variabili ed essendo nostra intenzione volerlo spiegare al meglio, suddivideremo le varie fasi di lavorazione in rispettivi articoli che verranno pubblicati in itinere all’andamento delle nostre coltivazioni, sottoposte ad una svariata serie di test mirati alla raccolta di informazioni.

Questo articolo non vuole avere la pretesa di imporsi sulle diverse metodologie e pratiche che si stanno timidamente diffondendo sulla nostra Penisola, piuttosto vuole essere un’integrazione utile a tutti coloro che come obbiettivo hanno il raggiungimento dello stesso scopo, il “fare al meglio
possibile”.

PREPARAZIONE DEL TERRENO:

Essendo la canapa una pianta con rizoma etremamente potente che si sviluppa verticalmente, necessita, almeno nella fase di sviluppo iniziale di terreni “leggeri” e friabili.

Possiamo notare dall’immagine ( contenuto in percentuale di argilla nei primi 30cm, nelle pianure Emiliano-Romagnole; fonte ) che i terreni rappresentati sono composti per lo più da una percentuale di argilla (<30%) e da circa altrettanta (30%) di limo.

Questo fa si che unitamente alla presenza di persistenti piogge come quelle caratterizzanti la nostra pianura, possa prendere vita il fenomeno di asfissia radicale in grado di rallentare notevolmente la crescita della pianta stessa, talvolta letale se in fase di emergenza.

Una efficace soluzione potrebbe quindi essere quella di arare i terreni più in profondità del solito (fino a circa 50 cm) a terreno completamente asciutto, facendo in modo di avere i primi 30cm più friabili,assicurandosi di stendere perfettamente il terreno in maniera lineare ed omogenea. Avvallamenti e accumuli di terreno vi complicheranno la vita aumentando la possibilità di ristagni.

Va ricordato di effettuare anche tutte le successive lavorazioni a terreno asciutto. La presenza di acqua nello stesso vanificherà qualsiasi operazione impastando ulteriormente il substrato.

Una prima erpicatura al nascere delle infestanti ne limiterà la crescita. A causa delle probabili piogge alternate alle caratteristiche schiarite primaverili potrebbe nonostante tutto rimanifestarsi la loro formazione. Una falsa semina, garantirà il necessario vantaggio alla canapa nella competizione iniziale con le stesse, consentendogli di superarle soffocandole. Particolare attenzione andrà prestata prevenendola formazione di croste post semina.

 

Particolare attenzione andrà prestata ai primi 10 centimetri di superficie, che dovranno essere il piu sabbiosi possibile, garantendo un drenaggio ottimale al seme, che sarà in grado di schiudersi senza difficoltà spingendo il germoglio ad emergere dopo pochissimi giorni.

In nostro aiuto potrà quindi venire l’immagine che rappresenta il triangolo della tessitura USDA e la relativa classificazione delle nostre zone. (fonte)

sostanza-organica-emilia-articolo-emilcanapa

percentuale di sostanza organica nei primi 30cm di superficie

argilla-tessiture-emilia-articolo-emilcanapa

percentuale di argilla nei primi 30 cm di superficie

triangolo-usda-tessiture-emilia-articolo-emilcanapa

triangolo tessiture U.S.D.A Emilia Romagna

Sapendo le principali caratteristiche potremo procedere con un’analisi più accurata secondo alcuni semplici passaggi illustrati sulla nostra guida per la determinazione dei valori chimico-fisici principali del proprio terreno.

Consigliamo comunque, al fine di massimizzare rese e soddisfazioni, di effettuare analisi di laboratorio ai terreni, così da poter avere dati precisi su cui basarsi con la propria successiva coltivazione.

Ora che abbiamo capito come converrà comportarci nei confronti di eventuali scoli e ristagni d’acqua nelle coltivazioni, sapremo anche come approcciare al meglio eventuali fenomeni di elevata piovosità.

Nel prossimo aggiornamento dell’articolo vedremo qualche consiglio e accorgimento per affrontare efficacemente la semina, garantendosi una corretta nascita del seme e successiva emergenza del germoglio.

redazione articolo a cura di Giovati Michael – Aprile 2015