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Tessitura, calcare, PH e granulometria del terreno sono parametri fondamentali da individuare. Saperli ci aiuterà a scegliere il metodo migliore per affrontare al meglio la nostra coltivazione.

Vediamo assieme un metodo pratico e divertente a costo (quasi) 0 per individuare le principali caratteristiche del nostro appezzamento.

 

Con tessitura si indica la proporzione di particelle che compongono un campione di terra fine proveniente dall’appezzamento di terra che andremo a coltivare.

Le diverse proporzioni vengono solitamente poi ripartite in tre categorie principali: Limo, Sabbia e Argilla, definite in base alla percentuale in peso delle particelle componenti il campione prelevato.

La stima della tessitura in campagna si basa solitamente su test manuali (…e talvolta divertenti!) che con un minimo di applicazione ed esperienza tutti possono fare e imparare. Tuttavia le prime volte potrà essere d’aiuto, ove vi fosse la possibilità, accostare analisi di laboratorio per avere i primi punti di riferimento.

…è arrivato il momento di fare il lavoro sporco! vediamo come fare per ottenere un campione più fedele ed esplicativo possibile.

PRELIEVO DEL CAMPIONE

per prima cosa sarà necessario prelevare campioni di terra provenienti da più parti del campo, al fine di avere una stima media più fedele possibile. Inizieremo quindi col prelevare un bicchiere di terra a circa 20/30 centimetri di profondità. Avremo bisogno di una vanga per spostare la parte superficiale in modo che non possa intaccare il campione da prelevare. Successivamente potremo aiutarci con un tubo abbastanza resistente da inserire nel terreno per altri circa 5 centimetri. Estraendolo tratterrà al suo interno la quantità necessaria. Svuotiamolo conservando il suo contenuto in un sacchetto, e ripetiamo l’operazione in tutti e 4 gli angoli del nostro appezzamento, terminando con una carotatura al centro.

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le immagini riportate sono semplici esempi, non necessariamente il vostro campione dovrà assomigliare a quello in foto!

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PUNTO 1.

Prendete un cucchiaio da tavola colmo del vostro campione, inumiditelo e manipolatelo fino ad ottenere un impasto abbondantemente plastico e viscoso.

Eliminate frammenti di terra in eccesso e comunque qualsiasi residuo troviate più grande di 2 millimetri e tenete a portata di mano l’acqua che di tanto in tanto aggiungerete per mantenere la viscosità necessaria a concludere la prova.

PUNTO 2.

Quale sensazione ti da al tatto il suolo?

  • granuloso – vai al PUNTO 3
  • setoso – vai al PUNTO 5
  • appiccicoso – vai al PUNTO 10
  • pastoso – vai al PUNTO 5
  • nessuna di queste o sei incerto – vai al PUNTO 3

PUNTO 3.

Cerca di fare una pallina di suolo rotolandola tra i palmi delle mani (senza modellarla tra le dita):

  • è impossibile da fare – SABBIA
  • ci riesco facendo molta attenzione – SABBIOSO FRANCO
  • ci riesco facilmente – vai al PUNTO 4

PUNTO 4.

cerca di schiacciare la pallina tra pollice e indice:

  • è impossibile da fare – FRANCO SABBIOSO
  • si appiattisce – vai al PUNTO 5

PUNTO 5.

FaI una pallina con il terreno cercando poi di ricavare un cilindretto allungato prima più grande (circa 1 cm di diametro) e poi più sottile (circa 0,5 cm):

  • non riesco a fare nemmeno un cilindretto – SABBIOSO FRANCO
  • riesco a formare solo il cilindretto grande – FRANCO SABBIOSO
  • entrambi i cilindretti ci possono formare – vai al PUNTO 6

PUNTO 6.

Prova a piegare il cilindretto ottenuto a forma di ferro di cavallo:

  • il cilindretto si rompe – vai al PUNTO 7
  • il ferro di cavallo si forma senza rompersi – vai al PUNTO 8

PUNTO 7.

Manipolando il suolo tra le dita quale sensazione ti da?

  • il suolo è ruvido e granuloso – FRANCO
  • il suolo è setoso – FRANCO LIMOSO O LIMO
  • il suolo è appiccicoso, ruvido e granuloso – vai al PUNTO 8

PUNTO 8.

Crea un cilindretto di circa 0,3 cm di diametro cercando di trasformarlo in un cerchio di circa 2,5 cm di diametro unendo le due estremità del cilindretto, senza che sì formino delle fratture:

  • riesco a farlo – vai al PUNTO 9
  • non riesco – vai al PUNTO 11

PUNTO 9.

Modella il terreno a formando una pallina strofinandola tra l’indice ed il pollice, fino a produrre una superficie liscia:

  • la superficie si presenta liscia con qualche irregolarità – vai al PUNTO 11
  • la superficie è regolare ma sporgono particelle granulose – ARGILLOSO SABBIOSO
  • la superficie presenta pochissime o nessuna irregolarità – vai al PUNTO 10

PUNTO 10.

Continua manipolando il suolo tra le dita, e dai un giudizio al tatto e alla vista:

  • il campione è liscio come sapone ed ha lucentezza – ARGILLA
  • il campione è setoso e opaco – ARGILLOSO LIMOSO

PUNTO 11.

Forma per l’ultima volta una pallina manipolandola tra le dita, giudicando la condizione generale del composto al tatto:

  • il suolo risulta molto ruvido – FRANCO SABBIOSO ARGILLOSO
  • il suolo risulta abbastanza ruvido – FRANCO ARGILLOSO
  • il suolo risulta pastoso e liscio – FRANCO ARGILLOSO LIMOSO

 

 

Riportiamo ora il triangolo delle tessiture più comunemente utilizzato.

Ogni categoria è individuata da un intervallo definito di percentuali di sabbia, limo e argilla ed è caratterizzata da un comportamento fisico-meccanico relativamente omogeneo.

I terreni Franchi, ad esempio (area 5), sono suoli che hanno un comportamento omogeneo con percentuali variabili delle tre componenti; la sabbia può andare dal 22% al 52%, l’argilla dall’8% al 27% e il limo dal 18% al 50%.

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Legenda Classi Tessiturali

  1. Sabbia – S
  2. Sabbia Franca – SF
  3. Limo – L
  4. Franco Sabbiosa – FS
  5. Franca – F
  6. Franco Limosa – FL
  7. Franco Argillosa Sabbiosa – FAS
  8. Franco Argillosa – FA
  9. Franco Argilloso Limosa – FAL
  10. Argilla Sabbiosa – AS
  11. Argilla Limosa – AL
  12. Argilla – A
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CALCARE TOTALE

II quantitativo di calcare totale regola il pH del terreno (potere tampone), limita la possibilità di crescita delle colture sensibili e condiziona la scelta dei concimi da utilizzare. II contenuto di calcare totale può essere individuato osservando la reazione a poche gocce di acido cloridrico in soluzione acquosa al 10% applicate su un campione di suolo.  La relazione tra carbonati presenti nel terreno e reazione all’acido cloridrico è stata definita come segue…

REAZIONI UDIBILI E VISIBILI

 

Nessuna

 

Effervescenza scarsamente udibile

 

Da moderata a distintamente udibile, efferv. debole, appena udibile

 

Facilmente udibile, efferv. forte, bolle fino a 3 millimetri

 

Facilmente udibile, efferv. violenta, bolle fino a 7 millimetri

CONT. IN CaCO3

 

<0,5%

 

0,5-1%

 

1-5%

 

5-10%

 

>10%

PH DEL TERRENO

Anche sapere il valore di PH che caratterizza il nostro terreno sarà utile per sapere come comportarsi nei confronti di eventuali concimazioni, oltre che capire quali sono le varietà vegetali più adatte.

Per ottenere il valore ci basterà ricorrere a semplici sistemi come l’utilizzo delle comuni cartine tornasole, o meglio sarebbe poter utilizzare gli appositi test con un reagente liquido. 

Una volta che il nostro campione entrerà in contatto con i reagenti questi si coloreranno nel giro di pochi minuti.

Basterà poi confrontare il colore del tampone alla scala colorimetrica e sapremo esattamente il PH del suolo.

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CLASSE

ULTRA ACIDO

ESTREMAMENTE ACIDO

MOLTO FORTEMENTE ACIDO

FORTEMENTE ACIDO

MODERATAMENTE ACIDO

DEBOLMENTE ACIDO

NEUTRO

DEBOLMENTE ALCALINO

MODERATAMENTE ALCALINO

FORTEMENTE ALCALINO

MOLTO FORTEMENTE ALCALINO

VALORI DI PH

 < 3,5

 3,4 – 4,4

 4,5 – 5,0

 5,1 – 5,5

 5,6 – 6,0

 6,1 – 6,5

 6,6 – 7,3

 7,4 – 7,8

 7,9 – 8,4

 8,5 – 9,0

 < 9,0

 

Ora che sappiamo quali sono le principali caratteristiche della terra che andremo a coltivare avremo la possibilità di prevenire scarsi risultati e brutte sorprese.

I principali fattori di insuccesso infatti sono legati alla scarsa attenzione rivolta alle scelte preventive e iniziali della coltivazione, ovvero quelle che garantiscono al seme di schiudersi trovando subito le giuste condizioni per sviluppare l’apparato radicale che gli darà la forza di emergere e svilupparsi sano e rigoroso.

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Redazione Articolo a cura di Giovati Michael