Fin dal tempo prima di Cristo e fino al 1883 D.C., la canapa era il raccolto agricolo maggiore e la più grande realtà agro-industriale, da cui dipendevano migliaia di prodotti e di imprese, essendo questa la maggior fonte di tessuti, fibre, olio da lampada,carta,incenso e medicinali e addirittura importante per la nutrizione umana e animale grazie al suo olio e alle sue proteine.

Prima della sua totale proibizione, la cannabis era valutata denaro quasi ovunque nelle Americhe dal 1631 fino ai primi dell ‘800 e si riuscì a pagare le tasse per oltre 200 anni.

Il primo personaggio di spicco americano che sfruttò le qualità della canapa fu Benjamin Franklin (17 gennaio 1706 – 17 aprile 1790) che fondò una delle prime cartiere in America che utilizzasse cannabis; infatti tornato da Londra,  dove rimase per due anni per perfezionare la propria conoscenza delle tecniche tipografiche, aprì a Philadelphia una nuova tipografia e nel giro di pochi anni acquistò e rilanciò vari giornali e si impegnò in diverse attività per la diffusione dell’istruzione: partecipò alla costruzione della Società Filosofica Americana e fondò la prima biblioteca circolante.

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Questo permise all’America di avere una stampa coloniale libera,senza dover elemosinare o giustificare il bisogno di carta e libri agli inglesi grazie alla sua esperienza di tipografo… infine fu tra i primi a stampare la cartamoneta americana, su carta di canapa, determinandone l’affermazione.

Dopo di lui altri personaggi storici, non meno importanti, come George Washington (1°presidente degli USA) e Thomas Jefferson (3°presidente degli USA) coltivavano cannabis nelle loro piantagioni,addirittura Jefferson,mentre era inviato speciale in Francia come diplomatico, incorse in grandi spese e anche considerevoli rischi per se stesso e i suoi agenti segreti, al fine di procurare dei semi di canapa particolarmente pregiati, contrabbandati in Turchia dalla Cina.

Si poteva anche finire in galera, in America, se non si fosse coltivata la cannabis durante svariati periodi di crisi, ad esempio in Virginia tra il 1763 e il 1767.

La prima bozza della Dichiarazione di Indipendenza (28 giugno 1776) fu scritta su carta olandese di canapa,  così come lo fu la seconda, completata il 2 luglio dello stesso anno.

Circa 100 anni più tardi, nel 1850, dal censimento degli USA risultavano 8327 piantagioni, poderi di almeno 2000 acri, coltivati a canapa per tessuti,tende e per il cordame usato per imballare il cotone.

La maggior parte di queste piantagioni si trovavano nel Sud o nei border states, soprattutto a cagione della manodopera molto economica degli schiavi, disponibile fino al 1865 nell’industria della canapa.

Negli anni trenta la tecnologia ecosostenibile della canapa appariva quindi in grado di fornire materie prime a numerosi settori dell’industria.

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Nel 1930 fu inventata negli USA una macchina che rendeva possibile la lavorazione della pianta della canapa anche a livello industriale,mentre fino ad allora essa era lavorata solo dai privati o da piccole aziende. La possibilità di una lavorazione industriale della fibra di canapa per produrre carta,avrebbe probabilmente significato la fine del business che si era creato tra le neonate industrie del petrolio e della cellulosa, di Lammot du Pont II e William Randolph Hearst.

Hearst aveva cominciato a produrre carta a livelli industriali partendo dalla polpa di cellulosa che veniva ricavata tramite un processo di lavorazione e sbiancamento del legno con solventi chimici, forniti dalla DuPont. William Hearst, che era anche un propietario di un gran numero di testate giornalistiche, diede dunque il via ad una vera e propria campagna di diffamazione della cannabis prendendo astutamente a prestito dal Messico, a quei tempi considerata una nazione ostile agli Stati Uniti,il termine “Marijuana” che propriamente in realtà indicherebbe la canapa indiana, ove destinata al consumo come sostanza stupefacente.

William Hearst dichiarò sul Newspaper Tycoon che la marijuana è la strada piu breve per il manicomio, fuma la marijuana per un mese e il tuo cervello non sarà niente più che un deposito di orridi spettri, l’hashish crea un assassino che uccide per il piacere di uccidere.

Cominciarono così a correre storie di sensazionalismo sui danni di questa mala pianta e in breve si arrivò a dire che fumare marijuana conduceva a comportamenti depravati e persino all’omicidio.

Questi fatti sconvolsero a tal punto l’opinione pubblica da essere impiegati come prova al Congresso per l’approvazione di una tassa sulla marijuana, che venne accettata benchè i congressuali che votarono per la legislazione non sapessero neppure che con il termine marijuana si identificasse la pianta di canapa,allora coltivata in quantità enormi in molti stati americani.

Nel 1937 Henry Ford progettò la Hemp Body Car (ultimata nel 1941), un’automobile la cui peculiarità era di essere interamente realizzata con un materiale plastico ottenuto dai semi di soia e di canapa, e alimentata da etanolo di canapa (il carburante veniva raffinato dai semi della pianta).è stata la prima vettura costruita interamente in plastica di canapa, più leggera ma anche più resistente delle normali carrozzerie in metallo.

hemp car test resistenza
hemp body car

Molti ritengono che la proclamazione di leggi proibizionistiche nei confronti della cannabis negli Stati Uniti sia stata anche legata alla concorrenza tra la nascente industria chimico petrolifera e la possibilità di usare l’olio di questa pianta come combustibile.
Questo è dimostrato anche dalla riduzione dei prezzi del petrolio al 50% operata proprio per fare concorrenza all’olio combustibile naturale, prezzo su cui si sono innestati i vari rialzi che hanno portato all’odierna offerta.

Il 14 giugno 1937 il presidente Roosvelt firmò il “Marijuana Tax Act”, emanata dal Congresso degli Stati Uniti d’America su richiesta dell’ispettore del Federal Bureau of Narcotics (FBN) Harry Aslinger, di fatto fu la legge che diede il via al proibizionismo nei riguardi dell’uso e coltivazione della canapa negli USA ed in seguito il divieto si estese a numerosi altri paesi del mondo.
Harry Aslinger giustificò la proibizione con le seguenti parole:

“Negli U.S.A ci sono 100mila fumatori di marijuana. La maggior parte di loro sono negri, ispanici, filippini e artisti. La loro musica satanica, il jazz, lo swing, sono il risultato dell’uso di marijuana. La marijuana provoca nelle donne bianche il desiderio di intrattenere rapporti sessuali con negri, artisti e altri. La prima ragione per mettere la marijuana fuori legge Ë il suo effetto sulle razze degenerate. La marijuana è una droga che provoca assuefazione e produce negli utilizzatori insanità, criminalità e morte. La marijuana porta al lavaggio del cervello pacifista e comunista. Gli spinelli inducono i negri a pensare che sono come gli uomini bianchi. Fuma uno spinello e probabilmente ucciderai tuo fratello. La marijuana è la droga che più ha causato violenza nella storia dell’uomo”

marijuana tax act

La legge non vietava espressamente il consumo, la compravendita o la coltivazione, ma di fatto rendeva economicamente improponibile l’utilizzo della cannabis. Tassava di un dollaro qualsiasi transazione commerciale riguardante la pianta o derivati di essa, introduceva oltretutto un complesso sistema burocratico a cui dovevano sottomettersi i possessori e coltivatori , che prevedeva oltretutto una tassa annuale di 24$.
Qualsiasi tentativo di evasione veniva punito con 5 anni di prigione oppure fino a 2000$ di multa o entrambe, a discrezione della corte.

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SECONDA GUERRA MONDIALE : il ritorno della Canapa

La coltivazione della canapa, negli USA, venne reintrodotta nel 1942, durante la seconda guerra mondiale a causa dell’invasione giapponese nelle Filippine e nell’India Orientale che tagliarono i rifornimenti di canapa e fibra grezza agli americani.

La canapa che era stata bandita come “Assassina della Gioventù” solo 5 anni prima, era improvvisamente abbastanza sicura
per il governo da chiedere ai cittadini americani di coltivare la fornitura nazionale di semi per il 1943. Tra il 1942 e il 1943 tutti i cittadini americani erano tenuti a presenziare alla proiezione del film della USDA(dipartimento agricolo degli stati uniti) “Hemp for Victory” , firmare la dichiarazione che lo avevano visto e leggere un manualetto sulla coltivazione della canapa.

I macchinari per la mietitura della canapa furono disponibili a basso costo, si stamaparono francobolli da 5 dollari per il pagamento delle tasse e il raggiungimento di 300mila acri a canapa era lo scopo per il 1943, che sarebbe servita per ormeggiare le navi e per i suoi usi a bordo, per i rimorchi, per equipaggiamenti ed attrezzature.

Finita la seconda guerra mondiale nel 1945, la canapa divenne ancora una pianta illegale tanto che nel 1961 venne stipulata
“La convenzione unica sugli stupefacenti” ,seguita da quelle del 1971 e del 1988. Il testo, approvato dalle Nazioni Unite e firmato da 183 paesi, è un trattato internazionale che vieta la produzione e la fornitura di specifiche sostanze stupefacenti e di farmaci con effetti affini, eccetto dietro licenza o per scopi specifici, come ad esempio cure mediche e di ricerca.

fonte:
The Emperor Wears No Clothes (Jack Herer)
Note (originali):
1. Clark, V.S.,
History of Manufacture in the United
States, McGraw Hill, NY 1929, Pg. 34.
2. Ibid.
3.Diaries of George Washington;
Writings ofGeorge Washington
, Lettera al Dr. James Anderson, del 26 Maggio 1794,
vol. 33, p. 433,(U.S. govt. pub., 1931); Lettera al
suo sorvegliante William Pearce, 1795 & 1796;
Thomas Jefferson,Jeffersonís Farm Books; Ernest Abel,
Marijuana:The First 12,000 Years, Plenum Press, NY, 1980;
Dr. Michael Aldrich, etc.
4.(Herndon, G.M.,Hemp in Colonial Virginia, 1963;
The Chesapeake Coloniel, 1954;L.A. Times,August 12, 1981