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OPEN CULTURE 2

L’ultima frontiera della condivisione che garantisce uno sviluppo tecnico e culturale responsabile, genuino ed omogeneo.

IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA “OPEN”:

La parola Open è prima di tutto un sentimento vero e proprio, che va espandendosi ormai da decenni in vari ambiti della nostra società. È un aggettivo che indica la partecipazione di individui in grado di superare le barriere fisiche, culturali, cognitive e politiche per costruire qualcosa di nuovo o collaborare per far crescere un’idea in modo più veloce, più economico e con un migliore risultato. Si tratta ovviamente di un fenomeno che, a fatica, incomincia a echeggiare anche nella nostra statica Penisola.

COSA VUOLE TRASMETTERE LA PAROLA “OPEN”?

La parola Open porta in sé un cambiamento nel modo di concepire l’individuo. È la riacquisizione della coscienza del potere che viene dalle persone e della capacità di autodeterminazione di sé in quanto parte di una società. Si parla, si agisce per una nuova coscienza del Bene Comune, con la consapevolezza che questo non possa che essere nelle nostre mani: la Società, l’Economia, il Lavoro, l’Educazione, l’Ambiente ma anche e soprattutto la Cultura.

La Cultura Open si fonda dunque sui concetti di libero accesso (all’informazione, al progetto, all’idea, al prodotto finito, al contenuto …) e di partecipazione aperta per un obiettivo comune, che si costruisce e raggiunge grazie al potere di tanti, perché la diversità diventa forza e ricchezza.  

Open Culture is like a cross disciplinary brainstorming. Sharing information and knowledge stimulates cross disciplinary interactions and gives additional significance toindividual knowledge. Before Internet, there was the practice of brainstorming, now Internet and communication methodologies offer a new level of integration. Sharing and exchanging knowledge is good not only for me, as an individual but for the entire society, however there is a cultural resistance. Sharing knowledge throughout Internet  should have the same integrity as in interpersonal communication. 

Hemphil 2005

Hemphil definiva il termine e la pratica dell’Open Culture come un nuovo Brainstorming, in grado di stimolare e donare un maggior significato alle conoscenze interpersonali . “…la condivisione di idee non è un bene solo per me come individuo, ma per l’intera Società…” rafforzava Hemphil, tuttavia è facile riscontrare notevoli resistenze culturali in grado di limitare effettivamente quella che dovrebbe essere la reale efficacia indotta da tali sistemi di Sharing.

Open-access

 

OPEN ACCESS

ovvero il libero accesso a tutti quei materiali prodotti dalle ricerche effettuate in ambito, atti e relazioni di conferenze o dati sperimentali utili al raggiungimento del fine comune

OPEN CONTENT:

ovvero il libero accesso a tutti quei contenuti in grado di rendere appetibile qualsiasi idea , senza l’obbligo di dover sottostare ad un progetto o ad un mainstream che abbia lo scopo di pilotare qualsiasi operazione, servendosi del beneficio di oscurazione dei risultati a seguito di una rielaborazione (spesso errata) degli stessi.

open content
opensource-400

OPEN SOURCE:

che significa sorgente aperta, inteso anche come sorgente di file informatici liberamente scaricabili, fruibili e modificabili al fine di ri-migliorarne la qualità stessa.

Nella recente esperienza italiana elementi sensibili di un desiderio di cambiamento culturale si notano – almeno nell’ultimo decennio – nel proliferare dell’associazionismo non profit per le arti e la cultura: singoli o gruppi, professionisti del settore o appassionati (comunque e sempre attraverso iniziative private) manifestano il bisogno di dare un’alternativa all’offerta mainstream, alla tutela e alla diffusione culturale; cercano risposte, più o meno riuscite, più o meno valide o efficaci ma pur sempre risposte capaci di perseguire per i loro obiettivi.

Queste necessità oggi non vengono più solo dai professionisti del settore ma anche e in modo forte da un pubblico nuovo, eterogeneo e non specialistico, ma desideroso di essere coinvolto. E’ una domanda nuova, crescente ed esigente, soprattutto consapevole del contesto internazionale, con il quale l’Italia troppo spesso non riesce a confrontarsi in modo serio e coerente nonostante le sue potenzialità uniche.

La stessa Italia costretta troppo spesso a rinunciare ai propri sogni a causa di un sistema che richiede ingenti sacrifici economici (e non solo) ancora prima di portare sul tavolo risultati concreti, facendo pagare informazioni e tenendo ben stretti i “segreti di pulcinella” che se divulgati con responsabilità e razionalità avrebbero sicuramente un maggior riscontro positivo.

Siamo così abituati ad attribuire un falso valore al denaro che talvolta ci dimentichiamo di quanto possa essere prezioso un semplice contributo intellettuale, gestionale e creativo di una persona interessata ed appassionata per quello che sta facendo.

Ma la cosa più bella che la Terra ci ha dato, ciò che fa di noi degli esseri umani, è la felicità di condividere. Chi non sa condividere è malato nelle sue emozioni

MARC LEVY

Redazione  articolo acura di Giovati Michael; principali fonti di spunto, informazione e riproduzione parziale di testi Tafterjournal, Academia.edu e Wikipedia